Io e Paola

Io  e  mia  cugina  Paola

 

Treviso, 26 Marzo 1958, Via San Girolamo Emiliani, 39. Nevicava. Tanto per cominciare… Mia madre dice che avevo già le gambe storte da calciatore già allora. Una caratteristica che poi, nel tempo, ho mantenuto e peggiorato.

1961. Mi raggiunge a Treviso la mia cara cugina Paola con cui ho passato anni meravigliosi e con cui ancora oggi, ne passiamo (grazie per l’invito a Natale scorso, giornata stupenda!). Eccoci in una foto dai mitici anni 60. Eravamo bellissimi in questo bianco e nero, poi il tempo ha fatto i suoi danni… A Paola no, nessun danno, è sempre bellissima.

Scuola

3^ Elementare. Freccia rossa, io. Blu, Francesco

 

Alle Elementari cominciano alcune amicizie che durano ancora oggi. Francesco, che io chiamo “fratello”… Ha un solo difetto: è un cuginastro “rossonero”. Curve opposte alla Scala del calcio, secondo anello verde e secondo anello blu: ma va bene lo stesso.

 

Il Liceo Classico “Canova” di Treviso poi ci ha messo del suo, ma del suo meglio: la classe 3^ C ancora si ritrova e siamo ancora lì. E quando ci ritroviamo a cena a casa di Alberto, c’è anche, con la sua forza, la cara Rossella che ci guarda dall’alto, con affetto, dal suo livello “superiore”. L’aula che le è stata intitolata al Liceo la dice tutta sulla sua consistenza e sul segno indelebile che ha lasciato in tutte le persone che l’hanno conosciuta.

Erano altri tempi anche per il calcio in Città. L’occasione di calcare il prato verde dello stadio “Tenni” in maglia bianco-azzurra è stata un’emozione davvero unica. Un Calcio Treviso in C1, fucina di talenti poi approdati alla serie A. La voce rauca ma potente del mister Piero Bortoletto a guidarci dalla panchina e la tribuna, allora, sempre piena di appassionati: altri tempi, gloriosi, del calcio trevigiano.

All’Università di Padova, la cosa che mi è riuscita meglio, oltre al tirocinio chirurgico, è stato un gol decisivo al campo del Petron in un quarto di finale del Campionato Universitario del 1983; gol all’ultimo minuto su respinta del portiere e squadra dell’Estudiantes in semifinale.

alpini

Io col baffo e, con me, Francesco

Nel frattempo c’era già stata la naja alpina della Julia in penna nera, Battaglione Vicenza, 1980, e poi andare… il lavoro ci aspettava. L’altro mio fratello, quello americano del New Jersey, Bruce Springsteen, mi ha aiutato, nel frattempo, non poco a crescere. In certi anni, senza di lui non so come avrei fatto. Ci siamo visti l’ultima volta, fra le tante, il 3 e il 5 Luglio 2016 a Milano, al “The River Tour”. Ma lui sa che, con me e con tutta l’Italia, un prossimo appuntamento a San Siro è d’obbligo. Il Boss, come dire, ci aspetta e noi aspettiamo lui.

Poi il lavoro: l’azienda, la multinazionale, e poi la libera professione, poi il ritorno in azienda, gli interessi personali che vogliono prendere il sopravvento: non ci siamo fatti mancare nulla, tantomeno, nel frattempo, una figlia meravigliosa, Beatrice, che dà senso a tutto.

Con questo sole, le Mura di Treviso sono fantastiche!

 

Leggo di tutto, da Paolo Coelho a Seneca, passando per Maria Duenas e Brian Weiss . E in mezzo, una serie incredibile di “coincidenze”: va bene una, va bene cinque, va bene dieci, poi basta però: allora, come diceva qualcuno in tv, la domanda sorge spontanea: “Qual è il significato?”     Ne parliamo al blog: vi aspetto proprio lì…. www.occhialideldestino.it