È una strada di campagna, come tante. Da San Donà di Piave conduce al mare, al porto di Cortellazzo, vicino a Jesolo, famosa, credo in tutta Italia e non solo, come località turistico-balneare, passando per il paese di Passarella. Ma per me, è diventata il Luogo dove ho ricevuto il primo segnale. Il primo segnale che, forse, le mie prospettive precedenti non erano del tutto esatte.

L’ho percorso anche ieri, con la mia Bonnie, e siamo andati al mare…

Vedete bene dalla foto, è un rettilineo, stretto, che accorcia la strada per arrivare al mare venendo dall’interno. E quel giorno di più di dieci anni fa, era così anche per me. Pomeriggio, è domenica, probabilità di trovare ombrelloni liberi al solito stabilimento balneare, pochissime. E allora corri un po’ più, senza mai esagerare comunque. La sicurezza prima di tutto. Non ero solo. Nessuna auto davanti, nessuna dietro. Deserto. Ad un certo punto del rettilineo, sento distintamente all’orecchio sinistro, la voce di mia nonna, morta circa cinquanta anni prima, ma che io ricordo benissimo, che mi dice. “Frena!”. Ed io d’istinto, freno! E poi riprendo la corsa a velocità più bassa…

Duecento metri dopo, poco prima proprio dell’incrocio che vedete, di nuovo la voce, più forte: “Frena!!!”. La visuale, a chi arriva con la macchina, è completamente coperta dalla casa che si vede… A quel punto, freno con decisione e praticamente fermo del tutto la macchina… Neanche il tempo di fermarmi che a tutta velocità sbuca dall’incrocio un ragazzo in sella ad un ciclomotore che invade completamente tutta la carreggiata curvando in direzione mare, la mia stessa direzione.

Non avessi ascoltato la voce di mia nonna, lo avrei sicuramente travolto con la macchina! E non potevo assolutamente vederlo dalla carreggiata! Da quel giorno, la mia prospettiva di vita non è più stata la stessa. Ma il “peso” effettivo di quell’episodio si è rivelato completamente negli anni successivi, dove si è mescolato, inserito, connesso, non saprei dire….. a tutta una altra serie di episodi che per comodità chiamiamo coincidenze…. Ma solo per comodità. Cosa penso davvero di quella parola, coincidenze? Beh, la penso esattamente come Silvia, come lei lo ha spiegato nei suoi post nel blog… E voi? Al prossimo Luogo e al prossimo “messaggio”.

Vince