Altino, in provincia di Venezia, e Quero, in provincia di Belluno, distano tra loro circa 80 chilometri. Ma nella mia vita, e non solo in questa, sono vicinissime. Altino è il luogo dove inizia la Via romana Claudia Augusta, la più lunga dell’Impero Romano: dal mare Adriatico, attraverso le Alpi, su in Baviera e poi ancora sul fino al Mar Baltico.

 

Quero è il paese, immediatamente prima di Feltre, sempre in provincia di Belluno. Feltre è a ridosso del punto di congiunzione tra il ramo veneto-orientale e quello mantovano-veronese della stessa Via che parte da Ostiglia, in provincia di Mantova. Poco oltre, i due rami convergono a Trento e da lì parte la Via comune che attraversando il confine al Passo Resia (su questotutti gli studiosi sono d’accordo) va su fino in Nord Europa. Nella pagina Scozia e Danimarca, tra i Luoghi e le Energie, trovate citata la situazione che ho vissuto in una delle mie vite precedenti e che mi ha portato in Scozia fino al vallo di Adriano, fianco a fianco all’Imperatore stesso: sicuramente la legione veneto-romana del tempo ha utilizzato il percorso della via per colonizzare il Nord Europa. Tecnologie militari e passaggi per le Alpi rendevano i percorsi praticamente obbligati: e Quero era certo uno di questi. Ma non basta: Quero è stato anche il luogo dove San Girolamo Emiliani nel 1511, all’interno del Castello, è stato imprigionato da Maurizio Bua, soldato di ventura al soldo dei nemici di Venezia, mentre difendeva la Repubblica Serenissima dopo la Costituzione della Lega di Cambrai. E da quel Castello è tornato a Treviso, a “Madona Granda” solo per intervento di Maria che, invocata da Girolamo con la promessa di un voto di dedizione ai poveri, gli ha sciolto le catene ai polsi e lo ha accompagnato a Treviso, attraverso l’accampamento nemico. Quelle catene si trovano, a Treviso, nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, nella navata sinistra, in una vetrinetta. Emozione… Il Castello si trova tuttora sulla Via Nazionale, sponda sinistra del Piave, sicuramente lungo la Via romana, gestito dalla Comunità dei Padri Somaschi. ci siamo ripromessi di fare presto il viaggio alla basilica di  Somasca di Vercurago.

E lo abbiamo fatto, come avete modo di vedere nel blog!

Risultato: un luogo “magico” per miei due motivi personali che si sono ritrovati proprio lì. Quando ci sono stato, poco tempo, fa, mi sono “sentito benissimo”. Tornare a casa è stata dura, come se casa mia fosse li. Ma diventerà una tappa fissa: la stanza dove c’è stata l’apparizione della Madonna è visitabile, e non mancherò.