PAZZA INTER, AMALA!

È la sera del 25 Maggio 1967. Mio papà ed io siamo davanti al televisore in bianco e nero, ed eravamo tra i pochi ad averlo nel quartiere, aspettando che iniziasse l’ennesima finale di Coppa dei Campioni della Grande Inter di Angelo Moratti, Helenio Herrera e Armando Picchi. Si gioca a Lisbona Stadio Nazionale di Oeiras, fa caldo. Troppo.

Siamo passati nel giro di 77 minuti, dal gol dell’Inter di Mazzola su rigore al secondo gol del Celtic, di Chalmers, dal Paradiso al dramma. “Eravamo arrivati molto stanchi”, mi disse nel 2004 Giacinto Facchetti, il mito, quando ci incontrammo a Milano in sede all’Inter, ancora in Via Durini. “Avevamo giocato qualche giorno prima lo spareggio col CSKA, ed arrivammo stanchi. E loro, britannici, correvano…”

Vidi lo sguardo pieno di vero dolore di mio papà, che all’epoca aveva 33 anni, di fronte alla sconfitta non prevista dell’Inter. Da lì, per solidarietà con lui, ho iniziato a tifare Inter. Mai sconfitta fu più la benvenuta: non potrei tifare per colori che non siano quelli della “squadra più fantastica ed eccitante della storia del calcio” (citaz. INTER! 100 anni di emozioni. Oliviero Toscani. FC Internazionale. La Sterpaia, Skira Editore): la Beneamata, l’Inter.

E nel 70-71, solo quattro anni dopo, anche se allora era sembrata una eternità, ci siamo rifatti: Roberto Boninsegna e compagnia ci hanno dato lo scudetto, l’allora undicesimo, dopo una rimonta clamorosa costruita su una tabella redatta da Sandro Mazzola e Giacinto Facchetti.

Fino alla Champions del Triplete del Maggio 2010 vissuto in Piazza Duomo a Milano tra migliaia di cuori nerazzurri, dove ho indossato la maglia che vedete nella foto in alto: siamo stati i primi a farlo e resteremo i primi, per sempre! E questa è Storia! Nessuna altra squadra la cambierà! Grazie Loris e Carla per esserci stati con me. Carla, quanto era bella la tua maglia del Centenario con il 19 di Esteban Cambiasso!!!